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Domenico De Bernardi è presente a Ganna con quadri di
paesaggio e, trovandosi in Valganna nel periodo della mostra,
prende "appunti". Piero Chiara su "La Prealpina"
del 20 agosto 1956 pubblica la seguente nota:
"Un
paesaggio, per formarsi come realtà estetica, ha bisogno
di essere sintetizzato in alcuni caratteri pittorici o letterari
che lo propongano liricamente. Quando questa caratterizzazione è
validamente compiuta, un dato paesaggio si universalizza. Ingres,
dopo essere stato in Italia e aver visto dal vero la campagna
romana, si rese conto che gli aspetti e i motivi fondamentali di
quel paesaggio erano stati fissati e quasi stabiliti
dall'interpretazione pittorica di Nicola Poussin; e affermò
che 'senza Poussin non ci sarebbe la campagna romana'. Qualche
cosa di simile si può dire di Domenico De Bernardi nei
confronti del paesaggio varesino: se vi è un tipico
paesaggio delle Prealpi, verde e azzurro illuminato dal vento e
con alberi, case, pali telegrafici e sponde di rivi staccati in
un'aria limpida e viva, è quello dei quadri e dei disegni
di De Bernardi. Nella sua visione si è calata l'immagine
più ferma e riconoscibile del nostro paesaggio: quella
realtà naturale che solo attraverso una interpretazione
pittorica poteva diventare poeticamente efficace. Il recentissimo
disegno che qui pubblichiamo -e reca infatti la data del 19
agosto 1956- offre, sintetizzati al massimo, i caratteri di un
lembo di terra varesina: la Valganna, che suggerisce a De
Bernardi un gioco di triangoli convergenti, una concisa notazione
che dimostra un'altra volta la immedesimazione dell'Artista col
suo paesaggio e l'inesausta attenzione a quel mondo
ristretto nello spazio ma amplissimo nella trasfigurazione
poetica, che De Bernardi ha assunto a motivo fondamentale della
sua lunga e felice attività"(...).
Luigi
Piatti, Dopo l'Apocalisse cronache d'arte in Varese e
provincia 1945-1960, da Tracce, ed. Lativa, 2002.
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